lunedì 25 novembre 2013

I Bambini Insegnano

E' in quelle manine tanto piccole che si nascondono innocenza e saggezza. 
Siamo tutti condannati a crescere, ma ciò non ci impedisce di guardare negli occhi di chi ancora vi nasconde quella luce di chi vuole conoscere, imparare e giocare. Giocare all'infinito.
Guardando in quegli occhi vediamo noi stessi, noi con delle treccine disfatte, o con dei pantaloni sudici di fango. Rivediamo quelle giornate passate al parco a giocare col papà, o trascorse nella cucina a guardare la mamma preparare i biscotti. Riviviamo giornate meravigliose, che all'epoca vivevamo quotidianamente. Sempre pieni di energie, sempre felici, sempre dispettosi, sempre nei guai.
Quanto ci mancano ora quei guai. La vita di un adulto che rimpiange con infinita nostalgia un piccolo pasticcio, che agli occhi di un bambino pare una tragedia. 
Se siamo condannati a rimpiangere il passato, perché siamo dunque condannati al suo ricordo? Perché non crescere e al contempo dimenticare? Dimenticare ogni cosa. In modo da desiderare solo di guardare avanti e mai indietro con tristi sorrisi. 
I bambini, nella loro purezza, sono esempi. Esempi di come prendere la vita, di come trascorrere i momenti più vuoti, immaginando e giocando. Ci fanno capire quanto siano importanti la mamma e il papà, che, con tutti i sacrifici e tutti i loro consigli sempre sottovalutati, non meriterebbero mai di essere allontanati.
Ci insegnano che giocare in mezzo al verde, sporcarsi, raccogliere fiori e giocare con le formiche fa bene al cuore, che disegnare i nostri sogni ci fa sentire più forti e determinati, che abbracciare qualcuno a cui vuoi bene ti completa, che non ci sono distinzioni tra ricchi e poveri, zoppi e atleti, bianchi e neri, persone e animali. Tutti meritano di essere amati, da noi e da tutti.
Quando sono con un bambino mi emoziono ogni volta che mi sorride con tutta la sua spensieratezza e bontà infantile, o quando mi racconta i suoi segreti e i suoi desideri, riponendo in me ogni fiducia.
E' bello ed è triste allo stesso tempo pensare che anche noi una volta eravamo così perfetti. Che anche noi un tempo eravamo così felici. Ogni bambino meriterebbe di esserlo. Eppure sono sempre oggetto di rimprovero, "Non si fa questo", "Non si fa quello". Invece di sgridarli, avviciniamoci a loro meno da adulti e più da ascoltatori. Spesso il ruolo si ribalta: loro insegnanti, noi studenti.
I bambini trovano il bello in ogni cosa, quasi avessero altri occhi e altro cuore. Sono più evoluti. Il guaio è che noi siamo il loro esempio. In noi vedono il meglio, ma imparano il peggio. Di questi tempi non abbiamo nulla di buono da insegnare, o non insegnamo affatto. Così i bambini fanno di testa loro, e seguono strade e persone sbagliate, che li allontana dalla loro primitiva perfezione. Vengono contaminati dalla loro specie adulta, dal mondo che hanno sempre cercato di raggiungere zoppicando.

Man mano, anno dopo anno, la luce nei loro occhi diventa sempre più fioca ed impercettibile. Una luce di incolpevolezza. Una luce che tremula, prima di spegnersi, quasi come una richiesta di aiuto affinché non si spenga mai. Ma l'età adulta non tarda mai d'arrivare. A volte, giunge sin troppo presto.

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